Sport e denti sani: una coppia che scoppia?

Chi pratica uno o più sport è quasi sempre una persona attenta alla forma e alla salute del proprio organismo, e quindi anche alla salute orale.

Nonostante questo fatto, negli ultimi anni i dentisti hanno notato che spesso gli sportivi presentano dei problemi di salute orale anche se seguono attentamente le buone pratiche di igiene della bocca. Nello sport esistono quindi degli intrinsechi fattori di rischio che meritano di essere approfonditi,  e che possiamo distinguere in due grandi insiemi:
  • Rischi connessi alla possibilità di subire urti e colpi che coinvolgono la bocca.
  • Rischi derivanti dall’alimentazione

A cosa stare attenti quindi quando si pratica uno sport? 

Paradenti... meglio indossarlo, no?

La prima causa di problemi ai denti per gli sportivi sono gli urti con l’attrezzatura di gioco (mazze, palle, racchette...) e i contatti fisici con gli altri giocatori. I più soggetti a rompersi sono i denti frontali ed in particolare gli incisivi. Gli incisivi permanenti appaiono già tra i 6 e gli 8 anni e quindi da quell’età in avanti rompere uno di questi denti vuol dire passare il resto della vita senza un dente naturale... un po’ presto per cominciare a perdere i denti, no?  Fortunatamente non si tratta di eventi che non possono essere evitati e, anzi, proteggere i denti è semplice e alla portata di tutti: basta indossare un paradenti.

Gli sport di contatto

Gli sport che prevedono un contatto rude come pugilato, hockey, rugby, pallanuoto, e in generale tutte le discipline di combattimento e le arti marziali, ormai hanno reso giustamente obbligatorio l’uso del paradenti a tutti gli atleti, anche nelle categorie giovanili. Si tratta di sport che sono di natura pericolosi per i denti, e quindi il consiglio è quello di non risparmiare nel paradenti e magari di averne anche uno di scorta sempre a disposizione.

Attenzione: un paradenti che non aderisce perfettamente alle arcate è un paradenti poco o per nulla efficace. Per questo motivo l’ideale è rivolgersi ad un dentista, che potrà eseguire un paradenti perfettamente su misura dopo aver preso le impronte delle arcate.

Gli sport in cui non è obbligatorio

Sono moltissimi gli sport in cui il paradenti non è obbligatorio ma dove è comunque consigliabile indossarlo. In questi sport, la velocità dei movimenti e la vicinanza tra gli atleti fanno in modo che un colpo occasionale possa sempre avere delle conseguenze spiacevoli per la dentatura. Sport come il basket o la pallamano, per esempio, anche se non sono abitualmente percepiti come “pericolosi”, ogni anno provocano moltissimi infortuni ai denti dei loro giovani praticanti. Lo stesso si può dire per lo sci, il pattinaggio, lo skateboard, il ciclismo... Per fortuna i paradenti sono sempre più diffusi tra i professionisti e la cosa ha come ricaduta la sempre crescente popolarità del paradenti a livello giovanile. Anche il calcio, che tradizionalmente non ha mai previsto l’uso del paradenti,  è uno sport che prevede il contatto, anche molto deciso, e nel quale si sta diffondendo l’uso di questo importate strumento di protezione della nostra salute orale.

L’alimentazione dello sportivo e la salute dei denti.

Durante lo sforzo fisico gli atleti si alimentano soprattutto con dei carboidrati, facili da digerire e ricchi di energia che può essere trasmessa in poco tempo ai muscoli del corpo. All’interno della bocca, i carboidrati vengono scomposti in zuccheri semplici che provocano l’acidificazione del pH (quindi l’abbassamento del pH); si viene così a creare l’ambiente perfetto per la proliferazione batterica, il che a sua volta porta in breve tempo all’aggressione dello smalto dentale da parte degli acidi prodotti dai batteri cariogeni. Il tutto è aggravato dal fatto che la persona coinvolta nel gesto sportivo certamente non si laverà i denti subito dopo aver assunto il cibo e, quindi, i residui di cibo continueranno ad alimentare i batteri per diverse ore. A peggiorare la situazione c’è anche il fatto che l’attività fisica, soprattutto se prolungata, comporta facilmente una condizione di xerostomia (secchezza delle fauci) che fa mancare l’azione “normalizzatrice” della saliva e lascia ulteriore campo libero ai batteri della bocca.

Inoltre, oltre ad alimentarsi di carboidrati, durante lo sport è tipica l’assunzione di bevande energetiche che quasi sempre sono zuccherate o acide. Per comprendere il livello del problema basti pensare che uno sportivo ne assume facilmente almeno 1 litro al giorno. Moltiplicando questa quantità per tutti i giorni di attività fisica nel corso di un anno, si comprende facilmente come la pulizia serale dei denti potrebbe non bastare per mantenere una bocca sana.

La buona notizia per tutti gli sportivi è che non si tratta di problemi irrisolvibili, tutt’altro: spesso basterebbe imporsi la regola di bere dell’acqua dopo ogni assunzione di cibi o bevande energetiche (allo scopo di ripristinare un corretto pH e sciacquare via almeno i frammenti di cibo più grossi) per mitigare fortemente gli effetti negativi della routine alimentare di una persona sportiva.
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